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Chi siamo

Ernesto Contessa

 

Non è facile parlare di se stessi, specie per chi è abituato a stare con le mani tra legni, tessuti, pelli, imbottiture. Dove il proprio mondo è dietro al bancone da taglio, tra forbici, aghi e filo.Ma oggi più che mai è un dovere trasmettere, raccontare, questo antico Mestiere che racchiude e fonde tra loro Arti e Culture, un Mestiere che ci è stato dato e che dobbiamo tramandare. Un mestiere che non si può che amare dal più profondo del cuore. Personalmente impegnato in un gruppo CITA: Consociazione Italiana Tappezzieri Arredatori che vede un centinaio di Artigiani dedicare tempo ed energie a questo obbiettivo.Torniamo in bottega, faccio il Tappezziere solo da 40 anni, vi assicuro mi sembra ieri che da "bocia" con la bicicletta verde regalata da nonno Giovanni entravo per la prima volta in una Tappezzeria.Oggi, ho la fortuna di aver realizzato un sogno, una profonda passione che è dentro di me, la mia bottega che gestisco da quasi 20 anni.Una bottega, dove ogni manufatto nasce dalla stretta collaborazione con il Cliente, dove tutto parte dalle esigenze che mi vengono poste. Bisogni che si fondono con la mia esperienza, con la continua voglia di cercare nuove soluzioni, nuove proposte, nuovi materiali o tecniche per poter realizzare e raggiungere l’obbiettivo che abbiamo pensato.Creare ogni giorno un qualcosa di nuovo di bello di ben fatto.Può essere un tendaggio che filtra la luce per infondere armonia ed eleganza agli ambienti, dove la scielta del giusto tessile, della giusta trasparenza, fa la differenza, o un letto imbottito, dove oltre al design deve prevalere  il riposo con la  giusta portanza. La “Poltrona”, che deve rappresentare il momento più piacevole della giornata, e non può che essere costruita sulla “Persona”. L’ergonomia non è una cosa che si standarizza. Ogni persona ha un suo peso, una sua altezza e necessita della giusta portanza ed appoggio. Proseguendo nel mondo della Tappezzeria troviamo i pezzi Storici, i ricordi, da salvare e ridare  la giusta luce.Qui il fascino aumenta a mille, il poter aprire, osservare, toccare e rimettere a nuovo  le incredibili  lavorazioni  che altre mani prima delle mie  hanno creato è una soddisfazione  indescrivibile, inoltre diventa una vera e propria scuola di Mestiere.Questo è il mio lavoro: il lavoro che amo fare.Quando sto per terminare un manufatto la testa già ti suggerisce nuovi dettagli, nuove idee per farlo ancora un po’ meglio e via verso una nuova sfida. Credo che questo sia il segreto dell’attività di ogni buon Artigiano non accontentarsi mai, continuare sempre la ricerca per raggiungere il Bello, il ben fatto che sta nel nostro DNA.

 

 

 

 

 

 

La cardatura della lana a mano

Fondere passato e presente

Fondere passato e presente - Tappezzerie Contessa

Seduta a tre piedi nata dal disegno di una vecchia seggiola da mungitura a tre piedi.Rivista nelle linee e nei colori per creare una seduta di desaing che racchiude in se passato e presente.Questo è uno delgi esempi di proposte che potete trovare nella collezione"Pezzi Unici" creati dalle idee ed esperienza personale .

Eventi e collaborazioni

Eventi e collaborazioni - Tappezzerie Contessa

Un pò per sfida, molto per curiosità e voglia di cercare nuove sfide mi ritrovo spesso ad impegnarmi in eventi e manifestazioni internazionali.Tra queste ricordo il 25° Elle Decor dove ho collaborato allestimento della mostra Rooms Milano,successivamente Homi"Matirials"dove con la Consociazione Italiana Tappezzieri Arredatori CITA, abbiamo allestito diversi spazi espostivi presso fiere Milano per raccontare e trasmette il nostro mestiere. Proseguendo la carellata eventi Arredamont Longarone Fiere, le Giornate Europee Mestieri d'Arte Asolo,il concorso il Sapre delle Mani Roma, la mostra Missoni Gallarate Milano dove una mia immagine è stata scelta e stampata sulle cartoline pubblicitarie, collaborazie attiva con il Museo del tessuto e Tappezzeria Vittorio Zironi Bologna.Credo che sia importatne e stimolante uscire dai propri muri per aprire la mente e cercare sempre nuovi stimoli.

intervista radio Venezia